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Tradizioni pasquali nel mondo

Per condurre un esame etimologico di "Easter" dobbiamo fare riferimento al termine inglese "Easter" che ci riporterebbe ad antichi culti legati all'arrivo della primavera e in particolare ad un'antica divinità pagana, la dea Eostre.

 

Il nome sembra derivare da "Aus" o "Aes" e cioè Oriente, quindi si tratta di una divinità legata al sole nascente e al suo calore, del resto il tema dei fuochi e del ritorno dell'astro sarà un tema ricorrente nella continuazione delle tradizioni pasquali. Grimm, noto studioso di mitologia nordica nel suo "Mitologia teutonica" descrive Eroi come una divinità pagana portatrice di fertilità e lo collega alla luce dell'Oriente e in particolare all'equinozio di primavera che veniva chiamato dai popoli celtici "Eostur-Monath" e successivamente "Ostara".

UOVA DI PASQUA E IL CONIGLIO MISTICO

Un'interessante tradizione pasquale è lo scambio di uova di cioccolato, in Germania per esempio c'è l'usanza che i bambini, la mattina della domenica di Pasqua, chiamata Ostern, vadano a cercare nei giardini delle case delle uova nascoste dal "coniglio pasquale"; in Inghilterra si possono osservare rotolare per strada uova sode colorate, fino a quando il guscio è completamente rotto. Questa tradizione è fortemente legata al culto della dea descritto sopra. Il simbolo della dea è la lepre o il coniglio, che in realtà rappresenta la stessa divinità che diventa imminente e si concepisce come una divinità della foresta. L'animale, quindi, non è casuale, ma scelto non solo per le sue famose qualità riproduttive ma anche perché, secondo i tedeschi, le zone nere della luna rappresenterebbero la lepre, attestando così la sacralità dell'animale.

Anche l'uovo non è scelto a caso ma è sempre stato un simbolo di rinascita. Per il cacciatore e il raccoglitore primitivo, la primavera portava gli uccelli a deporre le uova e quindi ad avere un nuovo sostentamento dopo l'austerità dell'inverno. L'uovo diventa così potente talismano di fertilità e di vita come testimoniano le usanze delle uova sacre russe o ucraine dove mangiare questo cibo celebrerebbe la rinascita del sole e il ritorno delle stagioni di abbondanza. Il consumo di uova diventa un rito collettivo di partecipazione alla nuova vita e quindi alla resurrezione.

LA REMINISCENZA DELLO SPIRITO ARBOREO

Una tradizione interessante è quella dei cosiddetti Giardini di Adone: in particolare nell'area orientale, sotto i nomi di Tammuz e Adone, si veneravano la decadenza e la rinascita annuale della vita e anche se le fonti intorno a queste divinità sono frammentarie e oscure, si deduce che esse morivano ogni anno e poi risorgevano. Si dedicava loro una specie di giardino, che non era altro che un simbolo basato sul principio della magia imitativa, cioè che il simile produce il simile: fare questi giardini fioriti era un modo per favorire la crescita dei raccolti.

Anche il simbolismo dell'agnello, o meglio del "capretto", è strettamente legato al culto arboreo nello stesso significato della lepre per la dea Eostre. La capra, infatti, vagando nei boschi, rosicchia la corteccia degli alberi, causando loro notevoli danni, per cui solo il dio della vegetazione si nutre della pianta che ha personificato, e quindi lo stesso animale non può che essere sacro. Come per le uova, il selvaggio che mangia la carne dell'animale crede di acquistare e assorbire una parte degli dei. Pertanto, l'alimentazione degli animali sacri a Dio è un sacramento solenne come la celebrazione di Gesù, rappresentato da un Agnello che ancora oggi, in molte parti d'Italia viene consumato.

LA CELEBRAZIONE DEL FUOCO

Strettamente legata ai rituali di vegetazione e di rinascita è la tradizione pasquale di accendere falò. I cosiddetti fuochi della gioia da cui deriverebbe poi la tradizione del cero pasquale. In Germania, per esempio, i contadini raccolgono tutti i rami secchi che trovano nelle loro campagne e poi li bruciano in un enorme rogo e spargono le ceneri nei campi per produrre un raccolto, mentre nelle case vengono portate delle braci luminose per proteggerle dagli spiriti maligni. Ritroviamo tali rituali anche in molte altre parti d'Europa, oltre che in Italia.

La tradizione si sposa bene con il concetto di magia imitativa molto caro ai primitivi, infatti la festa legata all'equinozio di primavera è strettamente legata alla rinascita del Sole dopo la sua morte, buio e luce si equivalgono per poi prendere il sopravvento su quest'ultima. I rituali erano quindi un modo di imitare il percorso dell'astro o addirittura di portare parte del suo calore sulla terra. Infatti l'usanza di far dondolare ruote di fuoco giù da una collina o di correre nei campi con le torce accese fa proprio passare per un'imitazione del percorso solare nel cielo: un intreccio mistico di culture e credenze che si fondono in riti e simboli antichi che si perdono nella notte dei tempi.